La pratica di Danh Vo si sviluppa attraverso installazioni, sculture e interventi site-specific che intrecciano storia personale e collettiva. Negli ultimi anni il rapporto di Vo con le piante si è evoluto grazie a una duplice influenza: i giardini fioriti della sua fattoria Güldenhof, a nord di Berlino, e il legame con una famiglia vietnamita-tedesca che gestisce un negozio di fiori sotto il suo appartamento in città. Queste relazioni hanno offerto a Vo una prospettiva sulle piante che va dai fiori cresciuti spontaneamente nei suoi giardini ai “recisi” coltivati con cura per la vendita commerciale nel negozio. Più che semplici elementi decorativi, Vo considera i fiori presenze viventi cariche di storie, memoria e cultura. Un fiore può evocare amore, partecipazione o premura, ma anche testimoniare la fredda circolazione delle merci e il DNA coltivato del colonialismo. Le piante vengono integrate nei progetti espositivi di Vo, diventando organismi attivi capaci di instaurare una relazione intima con il pubblico.