ETEL ADNAN
In occasione della pubblicazione per la prima volta in italiano di quattro importanti saggi di Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021), la Fondazione Nicola Del Roscio presenta a Roma una mostra dedicata a una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea. Poetessa, scrittrice, saggista e artista visiva, Adnan ha attraversato nel corso della sua lunga vita lingue, culture e discipline diverse, costruendo un’opera in cui scrittura e immagine sono profondamente intrecciate.
La mostra nasce dunque in stretta relazione con il progetto editoriale realizzato dalla Fondazione Nicola Del Roscio in collaborazione con Skirà, che porta per la prima volta in lingua italiana quattro testi fondamentali della sua produzione letteraria: Il prezzo dell’amore che non vogliamo pagare; Crescere donna scrittrice in Libano; Premonizione e Sulla fine dell’Impero Ottomano, selezionati da Jonas Storsve, curatore della mostra, in collaborazione con Simone Fattal. L’uscita della monografia di Skira è prevista per ottobre 2026.
La mostra celebra Etel Adnan innanzitutto come scrittrice, attraverso la presentazione di un numero significativo delle sue pubblicazioni. Adnan parlava cinque lingue – arabo, turco, greco, inglese e francese – e scriveva sia in inglese sia in francese. In mostra è presentato un numero significativo delle sue pubblicazioni, a testimonianza della centralità della scrittura nella sua ricerca.
Accanto alla scrittura, la mostra presenta Adnan nella sua attività di pittrice, con una selezione di circa sessanta acquerelli e disegni su carta, oltre ad alcuni leporelli e a un arazzo monumentale. Le opere provengono dal lascito dell’artista e, per la maggior parte, non sono mai state esposte. Realizzate a partire dagli anni Sessanta, testimoniano la forte personalità creativa di Adnan e rivelano la figura di una colorista unica nel suo genere.
Un gentile ringraziamento anche a Galerie Lelong.
Nata a Beirut da madre greca originaria di Smirne e da padre di Damasco, Assaf Kadri Bey, ufficiale dello Stato Maggiore dell’Impero ottomano e governatore militare di Smirne, Adnan studiò alla Sorbona di Parigi, all’Università di Berkeley e successivamente ad Harvard, negli Stati Uniti. Dal 1958 al 1972 insegnò filosofia all’Università domenicana di San Rafael, in California. Problemi di salute la riportarono in Libano nel 1972, dove incontrò l’artista Simone Fattal, sua compagna per quasi cinquant’anni. Successivamente le due tornarono in California, dove nel 1982 Fattal fondò la casa editrice Post-Apollo Press, con l’obiettivo di pubblicare, tra gli altri, gli scritti di Adnan. All’inizio degli anni Duemila si stabilirono a Parigi. Sebbene Adnan si dedicasse alla pittura, su tela e su carta, fin dagli anni Sessanta, si dovette attendere Documenta(13), nel 2012, perché fosse riconosciuta come la grande artista visiva che era. Le sue opere figurano oggi in numerose collezioni pubbliche, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Mathaf di Doha, il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra.